Il percorso illustrato a lato è stato scelto come progetto pilota dall'associazione 
"Ecomuseo del Montello" e sarà elaborato con il metodo di lavoro specifico della progettualità ecomuseale


http://www.ecomuseodelmontello.org


Il progetto pilota: come e perché

Intraprendere un percorso di sviluppo innovativo di un territorio non è facile. Bisogna capire se e come il progetto individuato, è quello giusto per quel territorio.

Per questo viene proposto di  sperimentare in un ambito ristretto (Comune di Giavera), l'impianto progettuale che porterà successivamente all' implementazione dell'Ecomuseo sull'intero territorio del Montello.

Il progetto pilota Ecomuseo del Montello ” ha come tema principale l' itinerario della Grande Guerra.

Fra le prime azioni del progetto è prevista la formazione di un gruppo di giovani facilitatori di processo che avranno il duplice compito di costituire i Laboratori, avvicinando persone che per le loro competenze e conoscenze potranno dare dei contenuti importanti allEcomuseo, e successivamente di guidare i lavori dei Laboratori. Questi consistono principalmente in passeggiate esplorative, raccolta di materiali, costruzione delle Mappe di Comunità e Censimento dei saperi. Parallelamente saranno realizzate delle mostre/esposizioni sullavanzamento dei lavori e degli incontri/confronti con la popolazione che avrà la possibilità di aggiungere elementi utili allEcomuseo.

Il processo partecipativo potrà avere come risultato, fra gli altri, un aumento dell'attrattività turistica del territorio attraverso lo sviluppo di un turismo economicamente, socialmente e ecologicamente sostenibile, la valorizzazione dei saperi locali in riferimento alle attività artigianali tradizionali, e il recupero delle produzioni tipiche del territorio.

Sul sito web  troverà spazio il lavoro prodotto dai Laboratori e una sezione dove, previa iscrizione, tutti potranno partecipare alla mappatura partecipata tramite lutilizzo della piattaforma google maps.

L'itinerario della Grande Guerra, tema principale del Laboratorio del progetto pilota, sarà visualizzabile sulla piattaforma di Google Maps e, oltre ai punti di interesse specifici della Guerra quali ad esempio monumenti, musei, cimiteri, conterrà anche altri elementi utili al turista/visitatore quali foto, video racconti, memorie, nonché ristoranti, b&b, agriturismi, osterie, punti di interesse naturalistico, ricreativo, culturale, ecc. Il percorso così strutturato permetterà al visitatore/turista di personalizzare le tappe lungo l'itinerario in base ai propri interessi e bisogni. Ciò permetterà di creare una rete stabile di operatori economici che lavoreranno in sinergia per la presentazione del proprio territorio.

Successivamente, saranno attivati altri Laboratori che vedranno coinvolti gli alunni delle scuole elementari e delle medie che attraverso questionari strutturati potranno intervistare i nonni o le persone anziane del paese, stimolando così la riaffermazione di un rapporto intergenerazionale che si è perso nel tempo.

Saranno inoltre proposti  Laboratori con gli studenti dell'Istituto di Agraria di Montebelluna  sui temi della valorizzazione e tutela del Montello in ambito agricolo e rurale.

Particolare importanza sarà data pertanto, alla diffusione dei contenuti di Natura 2000.

Infine, allo scopo di incentivare percorsi di cittadinanza attiva e di invecchiamento attivo, nel processo partecipativo dell'ecomuseo saranno coinvolti anche over 60, partendo dalla Università degli adulti e dalle Associazioni del territorio.

Gli animatori principali della costruzione dell'Ecomuseo saranno perciò i Facilitatori, opportunamente formati e guidati da un Gruppo di Lavoro formato da esperti nelle varie discipline .

Tutto il materiale prodotto nei Laboratori sarà visibile sia in una sede fisica, sia nel sito web dell'Ecomuseo e potrà essere continuamente arricchito ed implementato dall'apporto della popolazione.

   

RISULTATI ATTESI ALLA FINE DEL PROGETTO PILOTA

1)     Formalizzazione di una buona prassi di costruzione dell'Ecomuseo del Montello da estendere all'intero Montello (e successivamente alla Pedemontana);

2)     Creazione di una rete di esperti nelle varie discipline riconducibili al tema dellEcomuseo e di un gruppo di giovani facilitatori ecomuseali;

3)  Creazione di una partnership pubblico-privato, incentrata sulla missione e sui valori dell'Ecomuseo e costruzione di una rete coordinata di associazioni, strutture e ed  operatori economici e turistici, con il conseguente superamento della frammentazione e dell'individualismo;

4)     Creazione di un prodotto turistico (itinerari tematici del sito web);

5)     Coinvolgimento delle scuole e delle associazioni per la conoscenza del territorio, del suo patrimonio materiale ed immateriale;

6)     Implementazione di un processo partecipativo di coinvolgimento della popolazione sui temi della cura e valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale del Montello;


 

                                MUSEO EMOTIVO DELLA
                                 GRANDE GUERRA

GIAVERA DEL MONTELLO (TV)

 PROGETTO

  ITINERARIO EMOTIVO DELLA   
  GRANDE GUERRA A GIAVERA DEL MONTELLO


PERCORSO 1: 
TREKKING Km 10/15


PERCORSO 2:
 ITINERARIO
CICLOTURISTICO Km 20/25


         LINK ALLA MAPPA ATTIVA
            
http://goo.gl/maps/Vnz7


Gli itinerari 1 e 2 hanno un tracciato comune per tutta la prima parte, che partendo da villa Wassermann a Giavera conduce fino a SS. Angeli sul Montello. 
Al ritorno a Giavera l'itinerario a piedi si conclude mentre l'itinerario in bicicletta prosegue fino a Cusignana per poi fare ritorno al punto di partenza.
L'inizio degli itinerari è presso villa Wassermann in via della Vittoria a Giavera. Qui un ampio parcheggio permette di accogliere le automobili dei visitatori che intendono muoversi a piedi o in bicicletta.


A- VILLA WASSERMANN


madonna_salute_2_mod













Nella barchessa di villa Wasserman, punto di partenza dell'itinerario, sarà allestito il centro visitatori con pannelli tematici che illustreranno il percorso e materiale informativo multilingue a disposizione.

La villa sarà inoltre sede del Museo Emotivo della Grande Guerra, museo immateriale che periodicamente propone mostre temporaneee, attività didattiche e culturali sul tema della Grande Guerra.

Il Museo Emotivo dispone anche di un sito internet dal quale sarà possibile scaricare in anticipo la mappa dell'itinerario e guide audio in più lingue in formato mp3

Attraversando il parco della villa si incontra subito il primo dei punti emotivi del percorso: il monumento funebre del Generale Von Bolzano


B - MONUMENTO FUNEBRE DEL GENERALE VON BOLZANO


images_villa













Il parco della villa


All'interno del parco di Villa Wassermann un'installazione artistica rappresenterà il monumento funebre del generale boemo Heinrich Bolzano Edler von Kronstatt: impazzito nel corso della battaglia del Solstizio il 19 Giugno 1918, ha abbandonato le proprie linee raggiungendo le linee italiane disarmato. Le notizie sul suo conto furono vaghe sia da fonti italiane che austroungariche.

Recenti ricerche hanno confermato le insolite modalità della sua morte, che rimangono incerte.

Il monumento funebre dovrà suscitare, come bene scrive M. Bernardi Un grande senso di pietà per quest'ufficiale, distrutto dalla violenza della guerra e di tante battaglie che erano cominciate cinque anni prima e combattute su tutti i fronti d'Europa. L'episodio, in definitiva, racchiude in sé un senso più profondo di quanto la cronaca non si meriti. La misura umana del fatto ci è data nel comprendere che anche le sorti dei generali sono legate, oltre che al destino, alla realtà di ogni essere umano di fronte alla paura e alla morte.Nulla di più probabile che i resti mortali del Generale Von Bolzano riposino in pace accanto a quelli dei suoi e dei nostri soldati, nelle fosse comuni che furono ricavate, spesso, dai crateri delle granate esplose a migliaia sui declivi della dolce collina trevigiana” (M. Bernardi, Di qua e di là dal Piave, Milano, 1989).

 

Il percorso prosegue attraversando il parco per immettersi in Via della Vittoria dall' ingresso sul lato sud del muro di cinta, lungo il quale, andando a destra verso piazza Lancieri di Firenze, si trova il secondo punto emotivo.



C - RAPPRESENTAZIONE DELLA CARICA DEI LANCIERI DI FIRENZE


Sul muro di cinta di villa Wassermann che delimita via Della Vittoria, un'installazione artistica rappresenterà la carica del reggimento lancieri di Firenze del 15 Giugno 1918.Chimenton descrive l'episodio: “ Già alle 15 il secondo squadrone dei Lancieri di Firenze aveva da solo cacciato, nell'abitato di Giavera, presso casa Agnoletti, gli Austriaci che si erano ammassati e che stavano facendo bottino; era riuscito a scompigliarli intieramente" (C. Chimenton, E Ruinis Pulchriores, Vedelago, 1936)


L'itinerario prosegue per circa 200 metri lungo via della Vittoria fino a Piazza Lancieri di Firenze, dove si trova la storica trattoria Agnoletti. Qui si trova uno dei monumenti storici del percorso, il cippo ai lancieri di Firenze



D - CIPPO AI LANCIERI DI FIRENZE


In Piazza Lancieri di Firenze un cippo ricorda l'episodio della carica dei lancieri di Firenze del 15 Giugno 1918



Cippo-Lancieri-Firenze_Giavera


























Il cippo dei lancieri di Firenze


lancieri_firenze

















Squadrone di Lancieri durante la prima Guerra Mondiale

Da piazza Lancieri di Firenze si prosegue brevemente a sinistra lungo la salita di via Pedemontana, al termine della quale via Monsignor Agnoletti conduce alla Chiesa parrocchiale di Giavera, recentemente restaurata, ricca di stucchi, e preziosi altari in pietra, e al Cimitero Britannico.

E - IL CIMITERO BRITANNICO DI GIAVERA



giavera_cinitero_britannico_006_mod













Il cimitero britannico di Giavera


Il cimitero Britannico di Giavera accoglie le tombe di 416 soldati britannici morti in Italia nel corso della Prima Guerra Mondiale.

Le truppe britanniche giunsero in Italia nei primi giorni del mese di Dicembre del 1917. Il loro arrivo, assieme a quello del contingente francese, fu deciso in seguito alla disfatta di Caporetto, nel corso della quale l'esercito italiano fu travolto dalle rapide incursioni austro tedesche, e costretto a ritirarsi fino alla linea Altopiano di Asiago, Grappa e Piave, dove fu stabilita la linea di estrema, disperata resistenza.

Gli inglesi furono inizialmente dislocati nella zona di Asiago e nel Montello, dove tennero la linea del fronte, in un settore peraltro poco attivo, dal 4 Dicembre 1917 fino a Marzo 1918.

A Marzo una parte fu trasferita nel settore di Asiago, dove prese parte alla Battaglia del Solstizio, e una parte fu nuovamente inviata in Francia, sul fronte occidentale.

Infine le truppe inglesi presero parte tra la fine di Ottobre e i primi giorni di Novembre del 1918 alla decisiva battaglia di Vittorio Veneto, in particolare nel settore del Medio Piave, dove sorge il cimitero Britannico di Tezze di Piave.


Una recente ricerca storica ha prodotto una guida del cimitero che racconta le vicende personali di alcuni tra i soldati qui sepolti e che sarà messa a disposizione dei visitatori.



frankham_modif


      Frankham Robert A.












Di fronte all'ingresso del Cimitero Britannico inizia Via della chiesa, una stada sterrata da percorrere per circa 800 metri, fino all'incrocio con Via degli Alpini (strada asfaltata). Girando a destra si inizia una ripida ma breve salita che conduce al Montello.
Lungo la strada si incontra il capitello di Sant'Antonio da Padova, presso il quale si può sostare.

Al termine del tratto di salita si imbocca a destra via Carretta, una strada sterrata in leggera discesa da percorrere per circa 1,200 metri. Pochi metri prima di raggiungere l'incrocio con la strada dorsale si svolta a sinistra imboccando il tracciato della Strada militare, nei pressi di un segnavia del sentiero della Certosa.

Si prosegue su strada sterrata per circa 600 metri, fino ad incrociare Via Gorini. Girando a destra si attraversa la strada dorsale e si prosegue su via Gorini che presenta fondo asfaltato.

Si percorre la strada in leggera discesa per circa 1200 metri, lasciandosi sulla sinistra la pista di motocross, con l'area di sosta attrezzata per camper.

Circa 200 metri dopo l'incrocio con Via Brigata Reggio, che si lascia sulla destra, si svolta a sinistra all'altezza del civico 45 imboccando una strada sterrata che si restringe via via fino a diventare un sentiero in mezzo al bosco nell'ultimo breve tratto, prima di giungere al muro di cinta del cimitero di SS. Angeli, dove si trova il terzo punto emotivo del percorso.


F - MONUMENTO ALLA BRIGATA UDINE

cimitero_mod

cimitero_mod









Il cimitero di SS. Angeli

Il monumento ricorderà il ruolo della Brigata Udine nel corso della battaglia del Solstizio, ruolo che nel territorio non è in alcun modo celebrato.

La Brigata, costituita in parte da reduci della guerra di Libia, fu mandata per varie volte al contrattacco nei pressi della Valle dei Morti, che riempì con i cadaveri dei suoi soldati, per frenare l'avanzata delle truppe d'assalto austroungariche.

Il monumento ideato da un giovane artista europeo sarà realizzato con la collaborazione di un artigiano decoratore locale nella forma del murales.

Verrà messa in evidenza la storia personale delle centinaia di soldati e ufficiali che morirono in quei terribili giorni. I caduti saranno ricordati non solo con il nome e il grado, ma con notizie personali quli la professione, lo stato civile, e, quando possibile, con fotografie, brani di lettere, ecc, materiale frutto di una apposita ricerca storica.



Perdite della Brigata Udine durante la Battaglia del Solstizio (15-23 Giugno 1918):


95° reggimento:     Morti 125 
                            Feriti 254 
                            Dispersi 295

96° reggimento:      Morti 68
                                   Feriti 501
                                   Dispersi 88


Due esempi di caduti della Brigata Udine:


  • CAVINA LUIGI di Sante, soldato del 95° Fanteria, nato a Dozza (BO) nel 1895, dimorante a Dozza, disperso sul Montello il 16/6/1918. muratore. Ammogliato, lascia tre orfane.

  • FRANCO BIAGIO, nato a Fabrizia (RC), sottotenente di complemento, morto sul Montello il 20/6/1918

brigata_udine




















Medaglia della Brigata Udine
Si legge il motto: "Con l'animo che vince ogni battaglia"



Dal cimitero, l'itinerario prosegue salendo a sinistra lungo via Porcu (strada asfaltata) per circa 1,200 metri, fino a giungere alla Valle dei Morti e al cippo del Generale Pennella.


Una variante dell'itinerario scende verso destra lungo via Porcu ( 800 metri) portando al centro del paese di SS. Angeli, dove, presso l'area attrezzata La Quercia (con panchine e giochi per bambini) si trova uno dei punti informativi del percorso.



G - AREA ATREZZATA LA QUERCIA - SS. ANGELI

PANNELLI INFORMATIVI - La devastazione della natura


Presso L'area attrezzata di SS. Angeli dei pannelli fotografici illustreranno le devastazioni provocate dalla guerra al territorio e all'ambiente del Montello.

Si tratta di un aspetto poco studiato ma che ha mutato il volto del Bosco Montello e che ne ha condizionato il futuro sviluppo.

Dalla Chiesa di SS. Angeli si prosegue per Via dei Fiori, poi a destra lungo Via degli Arditi fino all'incrocio con Via Mancino (presa 9). Qui un punto panoramico permette di spaziare con la vista su tutto l'arco Prealpino e sul quartier del Piave dove si svolse la fase iniziale della battaglia di Vittorio Veneto (Sernaglia della Battaglia, Moriago, Isola dei morti).

Girando a sinistra si sale lungo Via Mancino (strada asfaltata) per circa 2.000 metri fino all'incrocio con la strada dorsale dove si svolta a sinistra e si arriva subito alla Valle dei Morti e al cippo del generale Pennella.


H - CIPPO DEL GENERALE PENNELLA E VALLE DEI MORTI


A SS. Angeli, presso la Valle dei Morti un cippo ricorda il Generale Pennella, a capo dell'VIII Armata durante la Battaglia del Solstizio.

valle_dei_morti













Nei pressi della dolina denominata poi Valle dei morti e lungo la presa n° 8 fino alla località Portoni si svolsero violentissimi scontri tra i fanti della Brigata Udine e le truppe austroungariche.

Un pannello informativo illustrerà le fasi degli scontri durante la battaglia del Solstizio.

 

Il percorso prosegue alla destra del cippo del generale Pennella imboccando la presa n° 8 (ancora via Porcu). E' un tratto di strada asfaltata ra discesa che prosegue per circa 800 metri, fino ad incrociare la strada militare che si imbocca con una secca svolta a sinistra.



I - LA STRADA MILITARE


La strada, realizzata nel 1917 per collegare trasversalmente le prese da Biadene alla presa 7, era la principale via di rifornimento del fronte durante la battaglia del Solstizio. Lungo il percorso dei pannelli ne illustreranno l'importanza strategica.

La strada, sterrata, prosegue per circa 1,000 metri fino all'incrocio con Via degli Alpini, dove si gira a destra e si prosegue su fondo asfaltato per 1,200 metri fino all'incrocio con Via Carretta.

Qui i due itinerari si dividono: a piedi si scende lungo via degli Alpini, Via della Chiesa, Via Mons. Agnoletti per tornare a villa Wassermann, punto di partenza.


L'itinerario cicloturistico imbocca via Carretta svoltando a destra e prosegue su strada sterrata per circa 800 metri e asfaltata nei successivi 400 metri finchè incrocia lo Stradone del bosco e svolta a sinistra lungo Via Pedemontana. Dopo circa 300 metri l'itinerario cicloturistico svolta invece a destra imboccando Via Montello e poi a sinistra per Via Costa.

Qui si trova l'Oratorio della Madonna del Rosario, recentemente restaurato e generalmente visibile anche all'interno nei giorni festivi. All'inizio di Via Costa e presso l'Oratorio del Rosario si trovano dei punti sosta con panchine e fontana pubblica. Proseguendo lungo Via Costa si arriva all'incrocio con via del Bolè. Si svolta a destra e proseguendo per circa 500 metri si attraversa la Statale Schiavonesca, per poi svoltare immediatamente a destra lungo Via Lavagei. Si prosegue lungo Via Lavagei per circa 1,900 metri fino a giungere al capitello di San Rocco, nei pressi del quale si trova un punto di sosta con panchine e fontana.

Proseguendo per via Colombere si arriva presso la splendida Villa Agostini, della fine del Quattrocento, con il parco secolare e l'oratorio privato.

















Villa Agostini


Poco dopo la villa si gira a sinistra imboccando via Nogariole, in un tipico contesto agricolo. Si prosegue così fino a incrociare il sentiero naturalistico Conca Vecchia, una strada sterrata che si prende svoltando a sinistra e che prosegue per circa 900 metri fino ad incrociare Via Colombere nei pressi del capitello della Madonna delle Grazie.

 
Qui si svolta a destra per giungere in breve alla piazza di Cusignana, dove sul muro di cinta alla destra della chiesa,( all'interno della quale delle tele recentemente dipinte dal pittore O. Stefani illustrano episodi della Grande guerra sul Montello) si trova l'ultimo punto informativo del percorso.



L - PIAZZA IV NOVEMBRE A CUSIGNANA


chiesa_di_cusignana_mod











Lungo il muro di cinta nei pressi della piazza di Cusignana dei pannelli fotografici illustreranno i danni che la guerra ha provocato alla chiesa e le fasi della sua ricostruzione.

Sarà usato il ricco materiale fotografico già utilizzato in occasione delle celebrazioni per il 90° anniversario della fine della Grande Guerra.

Dalla piazza di Cusignana si prosegue per via della Pieve fino all'incrocio con Via Fante d'Italia dove si svolta a sinistra, si prosegue poi lungo Via della Stazione, si attraversa via Schiavonesca e lugo Via Della Vittoria, splendido viale alberato lungo il quale scorre il canale della Vittoria, si ritorna al punto di partenza presso Villa Wassermann (circa 2,900 metri).












 


 

 

MuseoEmotivo della Grande Guerra - Giavera del Montello (TV) ITALIA - 
www.museoemotivo.org  info@museoemotivo.org
cell 333/8346633 (Pierluigi Sanzovo)

  Site Map